GIUGNO – CORPUS DOMINI: “CORPO DI CRISTO” – «LIEVITO DI VITA»
Pubblicato giorno 1 giugno 2026 - In home page
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Questo mese racchiude tutto l’anno liturgico e si conclude, infine, con la solennità del Corpus Domini, più propriamente chiamata “Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Gesù Cristo”, che ha lo scopo di celebrare la reale esistenza di Cristo nell’Eucarestia. È in sintesi, il sacramento dell’Unità della Chiesa, il sacramento che ricorda la consacrazione del pane e del vino fatta da Gesù nell’ultima cena. Simboleggia la passione di Cristo e il sacrificio sulla croce nella comunione dei fedeli. La solennità del Corpus Domini, una delle feste più sentite del calendario liturgico, è anche un’occasione per riflettere sul significato dell’Eucaristia nella vita quotidiana. In un mondo segnato da fratture, guerre e disuguaglianze, l’invito che risuona dai pulpiti di oggi è quello alla comunione autentica, alla fraternità e all’accoglienza dell’altro. L’Eucaristia, non è un premio per i perfetti, ma il pane dei peccatori, il nutrimento per camminare insieme. Che Dio è acqua e pane incamminati verso la nostra fame. La nostra forza è sapersi cercati, con la nostra vita distratta e le risposte che non diamo; saperci desiderati è tutta la nostra pace. Noi viviamo di Dio. “Chi mangia la mia carne vivrà in eterno”. Quasi un ritmo incantatorio, una divina monotonia, nello stile di Giovanni, che avanza per cerchi concentrici e ascendenti, come una spirale; come un sasso che getti nell’acqua e vedi i cerchi delle onde che si allargano sempre più. È il discorso più dirompente di Gesù: “mangiate la mia carne e bevete il mio sangue”. Un invito che sconcerta amici e avversari, e lui che ostinatamente ne ribadisce, per otto volte, come in otto cerchi, la motivazione, sempre più chiara e diretta: per vivere, semplicemente vivere, per vivere davvero. Altro è vivere, altro è lasciarsi vivere. È l’incalzante convinzione di Gesù di possedere qualcosa che cambia la direzione e la qualità della vita. È il dono di Dio. Il dono di Dio è Dio che si dona: si dona e si perde dentro le sue creature come lievito dentro il pane, come pane dentro il corpo. «Carne, sangue, pane di cielo» indicano la totalità della sua vicenda umana e divina, le sue mani di carpentiere con il profumo del legno, le sue lacrime, le sue passioni, la polvere delle strade, la casa che si riempie di profumo, la pietra che rotola via. E Dio in ogni fibra. Il suo invito pressante significa: mangia e bevi ogni goccia e ogni fibra di me. Vivi di me. Prendi la mia vita come misura alta del vivere, come lievito del tuo pane, seme del tuo campo, sangue delle tue vene, allora conoscerai cosa sia vivere davvero. Mangiare e bere Cristo significa più che «fare la comunione» eucaristica, è «farmi comunione con Lui». Il Verbo si è fatto carne perché la carne si faccia Spirito. L’Eterno cerca la nostra setacciata briciola di cielo; per poi ridarcela, luminosa e serena. In questo mese, mentre le strade si animano di canti e devozione e processioni, la Chiesa invita i fedeli a riscoprire la centralità della messa e a portare nella vita concreta quel pane spezzato che è simbolo di un amore che si dona fino alla fine. (autori vari)